“Continua la repressione contro le opposizioni sociali e contro la società civile – Circolo Culturale Proletario di Genova”
Movimento per la casa, arrestato Paolo Di Vetta
— Valerio Renzi, ROMA, 20.5.2014 “Il Manifesto”
ROMA. L'esponente del Bpm fermato davanti Montecitorio

Paolo Di Vetta
Il clima di assedio contro i movimenti si inasprisce.
Alla fine di una conferenza stampa sull’approvazione del piano casa di Renzi
e Lupi in piazza Montecitorio, la digos si fa largo tra giornalisti
e attivisti e notifica a Paolo Di Vetta (portavoce dei Blocchi
Precari Metropolitani) il ritorno agli arresti domiciliari trasferendolo
nella propria abitazione. Una modalità che assomiglia ad una provocazione
e una vendetta vera e propria, così gli animi si scaldano partono
insulti e spintoni. Di Vetta era stato agli arresti domiciliari, poi
tramutati in obbligo di firma giornaliero, per gli incidenti scoppiati il
31 ottobre scorso in via del Tritone. Ora il magistrato chiede un inasprimento
delle misure cautelari: Di Vetta ha continuato infatti la sua normale attività
politica, fatta di occupazioni e momenti di piazza (anche duri come il
12 aprile). Dopo un paio d’ore la notizie che anche per Luca Fagiano, del Coordinamento
cittadino di lotta per la casa, è stato disposto il ritorno agli arresti
domiciliari.
Durante la conferenza stampa i movimenti avevano rilanciato la mobilitazione
contro il governo Renzi e i provvedimenti passati a colpi di
fiducia, dl Poletti e piano casa. Proprio Di Vetta aveva dichiarato:
«verificheremo se si può continuare a occupare, se ci staccano la
luce, se staccano l’acqua e il gas e se si possono fare cortei.
Saranno giornate di ’verifica’ che costruiranno il percorso verso Torino,
dove l’11 luglio si terrà il vertice sulla disoccupazione giovanile. Il
governo questa nostra azione di resistenza la vede come il fumo negli occhi».
Solo pochi minuti prima il piano casa era passato in aula semi deserta, con
i parlamentari impegnati in campagna elettorale, con 272 voti
a favore e 92 contrari. A favore tutto l’arco delle larghe
intese che sostengono Renzi, contrari 5 stelle e Sel, astenuti Fdi
e Forza Italia. A difendere il provvedimento il ministro Lupi
che ha parlato di «una legge che affronta organicamente il problema
e non il solito decreto tampone che si limita al vecchio rito della proroga
degli sfratti. Con un decreto che mobilita quasi due miliardi di euro, andiamo
concretamente incontro a chi ha bisogno e vive il dramma
dell’emergenza casa, con i fondi sull’affitto e sulla morosità incolpevole;
diamo quasi 600 milioni di euro per l’edilizia popolare attraverso il recupero
degli alloggi inagibile ex Iacp; rilanciamo l’housing sociale e riaffermiamo
la certezza del diritto per chi si vede occupare abusivamente la casa».
Per i democratici interviene Simona Bonafé, capolista alle europee
del Pd nella circoscrizione del centro, che attacca le «occupazioni abusive»
e parla di un successo del governo. Di tutt’altro avviso il M5S che interviene
in aula con Federica Daga: «ci accusate di essere intolleranti e poco
inclini al dialogo? Si, siamo intolleranti perché siamo gli indignati
e gli offesi di questo paese»”, dice la Daga che poi attacca «noi non
avremmo mai tolto il diritto all’assistenza sanitaria, alla residenza, agli
allacci all’acqua e luce, persone disperate che non hanno un reddito.
Questo lo avete fatto voi». Sel ha invece parlato di provvedimento «disumano»
e si dissocia dal coro il Pd romano che con il capogruppo D’Ausilio ha
parlato di «alcune misure contenute nel decreto Lupi, appena convertito,
rischino di rendere più arduo questo percorso: in particolare l’articolo
5 potrebbe mettere a rischio la tenuta sociale di diversi luoghi
della città in un momento di grave crisi economica». Per i sindacati
degli inquilini le risorse non solo sono insufficienti per il sostegno
all’affitto e la risoluzione dell’emergenza abitativa, la legge non da
neanche risposte a chi non ha disponibilità economiche per accedere
ad un mutuo o per pagare l’affitto.
Ora che il piano casa è legge la battaglia sul famigerato articolo 5,
quello che prevede il distacco delle utenze e il diniego delle residenze
per chi vive in occupazione, si sposterà nelle aule dei tribunali. Molti
potrebbero essere i rilievi di incostituzionalità come spiega
l’avvocato Bartolo Mancuso, che si è occupato della vicenda per il
Forum diritti lavoro.